Cronologia
Giapponese. Civilità neolitica, paleolitico ,
Jômon, Yayoi.
La preistoria del Giappone è ancora in gran parte avvolta nel
mistero. Sembra assodato che in età preistorica l'arcipelago
giapponese sia stato la meta di successive migrazioni o "invasioni"
provenienti da varie direzioni, i cui tempi e le cui modalità
restano però in gran parte sconosciute. Si può quindi
dire che l'origine dell'attuale popolo giapponese sia ancora poco chiara
.
In questo articolo : Cronologia schematica, Periodo
paleolitico, Periodo Jomon, Periodo
Yayoi
Cronologia
Schematica :
150000
ac Prime tracce di una cultura preceramica
7000-250
ac Cultura ceramica Jomon. Nomadismo e caccia sulle coste prima
e poi sempre più verso l'interno.
660 ac Secondo il Kojiki mitica
data dell'ascesa al trono di Jimmu, il primo "imperatore"
250
ac - 300 dc Introduzione della cultura Yayoi, presumibilmente
dalla Corea più progredita culturalmente.Introduzione dell'agricoltura
residente (coltivazione del riso). Nel Nord del giappone permane la
cultura Jomon
300 circa Primi tumuli kofun situati nel centro del
Giappone e non nel Kyushu fanno supporre questa cultura indigena.I
tumuli Kofun (tombe a tumulo) si caratterizzavano per un arredo funebre
'militare' ed al perimetro venivano poste delle statuette chiamate
haniwa.
fino al VIsec Tradizione Giapponese indigena;feste
agricole ;culto dei morti;genealogia divina
della casa imperiale.Il clan come unità religiosa.
Periodo
paleolitico (fino a circa il 10,000 a.C.)
Secondo
le leggende tradizionali, l'Impero giapponese sarebbe stato fondato
nel 660 a.C. dall'imperatore Jimmu tenno, discendente dalla dea Amaterasu.
Gli archeologi non hanno finora scoperto alcuna traccia evidente dell'esistenza
di una civiltà paleolitica nell'arcipelago, ma sono generalmente
d'accordo nel riconoscere due culture neolitiche jomon e yayoi.
In
base ai reperti archeologici si sa che il Giappone era abitato già
dal 30,000 a.C. (forse addirittura dal 50,000 a.C.) da popolazioni paleolitiche,
probabilmente arrivate dal continente asiatico. Fino circa al 12,000
a.C. l'arcipelago giapponese era unito al continente da due lingue di
terra, poi sommerse dal generale innalzamento del livello del mare al
termine del periodo glaciale. Queste popolazioni praticavano la caccia
e raccoglievano vegetali e molluschi, costruivano utensili di pietra
ma non conoscevano la ceramica.
Uno dei popoli che hanno abitato il Giappone fin dai tempi più
antichi è quello degli Ainu. Si tratta di una popolazione che
non ha nulla in comune con le popolazioni asiatiche circostanti, sia
dal punto di vista somatico (pelle bianca, occhi non a mandorla, folte
barbe) che da quello linguistico e culturale e sembra piuttosto collegabile
alle popolazioni caucasiche.
Probabilmente verso il 10,000 a.C. gli Ainu occupavano gran parte dell'arcipelago
giapponese, coabitando con le altre popolazioni presenti, ma sono stati
progressivamente spinti verso nord dalla pressione dei popoli arrivati
successivamente; Attualmente gli Ainu sono ridotti a poche migliaia
di persone che vivono in alcune zone dello Hokkaidô.
Periodo
Jômon(circa dal 10,000 a.C. al 300 a.C.)
A partire dal 10,000 a.C. si hanno tracce di un'altra civiltà:
quella Jômon. Come gli scavi hanno evidenziato, si trattava di
popolazioni semi-stanziali che vivevano in capanne seminterrate dal
tetto di paglia; erano prevalentemente cacciatori, pescatori e raccoglitori
di vegetali e molluschi e possedevano forse una rudimentale forma di
agricoltura.
Non conoscevano
i metalli ma lavoravano la pietra (in particolare l'ossidiana) e producevano
vasi di terracotta dai caratteristici disegni ottenuti premendo corde
sull'argilla ancora cruda (in giapponese Jômon significa appunto
"disegno a forma di corda").
Un altro
manufatto caratteristico di questa cultura sono i dôgû,
statuette di terracotta che riproducono figure umane stranamente stilizzate
e la cui funzione non è ancora chiara.
Probabilmente
la nascita della cultura Jômon è legata all'arrivo in Giappone
di nuove popolazioni dal continente asiatico.
È anche possibile quindi che il passaggio tra cultura paleolitica
e cultura Jômon sia avvenuta all'interno di una stessa popolazione,
forse sotto lo stimolo dell'immigrazione di un piccolo numero di uomini
che potrebbero aver introdotto tecniche più avanzate.
Comunque sembra che a partire dal periodo Jômon il Giappone fosse
abitato anche da popolazioni di tipo asiatico, cioè la cultura
Jômon non sarebbe stata prodotta dagli Ainu.
Periodo
Yayoi (circa dal 300 a.C. al 300 d.C.)
Attorno
al 300 a.C. compare una civiltà più evoluta di quella
Jômon, che si affianca ad essa.Il nome di Yayoi deriva dalla zona
di Tôkyô (Yayoichô) in cui è stato trovato
il primo insediamento.
Tale civiltà compare inizialmente nel Kyûshû e si
diffonde progressivamente verso le regioni più orientali e settentrionali.
Anche in questo caso non si conosce la provenienza dei nuovi arrivati,
anche se il fatto che il loro centro di irradiazione sia il Kyûshû
suggerisce fortemente influssi coreani; essi conoscevano l'agricoltura
(in particolare la coltivazione sommersa del riso), la ceramica, la
tessitura e, a partire dal I secolo d.C., la lavorazione del bronzo
e del ferro.
Abitavano in villaggi di 20-30 capanne seminterrate di notevoli dimensioni
(solitamente 6 x 8 metri) ricoperte da un tetto di paglia sorretto da
travi; sono stati però anche trovati nuclei di abitazioni di
struttura più leggera e al livello del suolo, che ricordano le
capanne polinesiane e testimoniano forse flussi migratori dal sud.
Nel campo
dei manufatti sono stati rinvenuti vasi e stoviglie (di fattura diversa
ed in genere più raffinata delle terracotte Jômon), attrezzi
di pietra, legno e ferro. Il bronzo era utilizzato soprattutto per oggetti
legati a pratiche religiose o cerimoniali; tra questi sono notevoli
i dôtaku, specie di campane di bronzo la cui funzione non
è del tutto chiara.
Mentre
la società Jômon doveva essere egualitaria o quasi, gli
insediamenti Yayoi mostrano gli inizi di una struttura sociale più
complessa e gerarchica. Infatti la struttura dei villaggi e la differenziazione
della ricchezza dei corredi funerari (ritrovati in caratteristiche tombe
a giara ricoperte da lastre di pietra) rispecchiano la gerarchia sociale.
Sono stati anche rinvenuti magazzini soprelevati adibiti alla conservazione
del riso e depositi di armi che fanno pensare alla nascita di bande
armate o piccoli eserciti per la difesa del villaggio o l'espansione
dell'influenza del gruppo a villaggi vicini.
A poco a poco sono quindi nati clan tribali estesi (uji) legati
da una comune origine e dalla venerazione di comuni antenati; alcuni
di questi si sono ingranditi, soggiogando o facendosi alleati altri
clan, fino ad assumere le caratteristiche di piccoli stati.
Alcuni di questi erano sicuramente in contatto con la Cina e la Corea
fin dal periodo Yayoi, come documentano i reperti archeologici e alcuni
passi delle cronache cinesi. Ad esempio secondo una cronaca cinese del
II secolo d.C. nella "terra dei Wa" (come i cinesi di allora
chiamavano il Giappone) esistevano circa un centinaio di stati, di cui
alcuni erano tributari della Cina. Inoltre la "Cronaca dei Wei"
(Wei Zhi, compilata verso la metà del III secolo d.C.) riferisce
di un regno di Yamatai, comandato dalla regina e sacerdotessa Himiko,
che unificò una trentina di stati; non è però chiaro
se Yamatai sia da identificare con gli albori del successivo stato di
Yamato (nell'attuale regione di Kyôto, Ôsaka e Nara) oppure
uno stato diverso (secondo alcuni, situato nel Kyûshû).