1868-1881 PERIODO
MEJI
1868-73
Riorganizzazione amministrativa e politica delle strutture del governo.Introduzione
del servizio militare per tutte le classi.(1872)
1869 restituzione dei domini da parte dei daimyo del Satsuma,Choshu
e Hizen che vengono nominati governatori dei loro ex feudi
1868-1945
Il
buddismo viene abolito .Lo shinto diventa la religione di Stato.Viene
tolto il veto rispetto al cristianesimo.Tutte le tradizioni diventano
nazionaliste. Apparizione di altre Nuove Religioni.
1871-76
Vengono aboliti i restantufeudi (han) sostituiti da prefetture.Ai
daimyo viene assegnata una rendita.Ai samurai gli antichi stipendi
in riso sono trasformati in miserabili rendite in titoli di stato
(nel 1876).Prime manifestazioni di una linea politica tendente a
scaricare le tensioni sociali interne sul piano imperialista con
la proposta invasione della Corea.Riconoscimento ufficiale della
piena proprietà privata disponibile della terra.
1872-73 Riforma dell'imposizione fondiaria: in moneta non
più in natura e revisione globale dei catasti.Le nuove norme facilitano
enormemente gli agrari;negli anni successivi si rafforza il processo
di concentrazione di terre e la piccola proprieta' cede sempre di
più all'affitto.violenti disordini contadini per molti anni.
1873 Primo censimento moderno.La popolazione ammonta ad oltre
35 milioni di abitanti. Adozione del calendario gregoriano
1875 c. Le manifatture rurali sono ormai piccole e medie
industrie.L'espansione della domanda interna ed estera e' affrontata
con l'intensificazione dei reinvestimenti e l'aumentato sfruttamento
del lavoro.
1875 Accordo con la Russia per lo scambio della penisola
di Sakhalin con le isole Kurili
1875-80 L'intervento pubblico nell'economia raggiunge il
massimo.Lo stato finanzia e mantiene progetti pilota ,industrie
moderne, e produzioni strategiche oltre a ferrovie ponti e scuole.Sul
totale degli investimenti la parte maggiore e' data al settore primario
, cui rimangono tutte le imprese che generano profitti.La massa
dei capitali e delle imposte viene sempre dall'agricoltura.
1876 Abolito il diritto a portare armi per i samurai.
1877 I samurai dell'ex feudo si Satsuma insorgono contro
i vari provvedimenti che praticamente cancellano il peso politico
autonomo della loro classe.La rivolta viene soffocata con notevoli
difficoltà ma con durezza e decisione da parte del nuovo esercito
di coscritti.
1879 Annessione delle isole Ryukyu che diventano la prefettura
di Okinawa
1881 Masayoshi Matsukata alle finanze.L'inflazione viene
bloccata con una rigida politica di austerità e di depressione.Le
imprese pubbliche vengono svendute a condizioni di eccezionale favore
ai capitalisti privati.Nuove pressioni fiscali sui consumi di massa.
1885-87 Equilibrio nella bilancia dei pagamenti e consolidamento
delle strutture finanziari interne e dei rapporti con l'estero.Le
produzioni tessili delle industrie rurali sostituiscono gradualmente
le importazioni più gravose.Espansione rapida della struttura industriale.
1889 E' promulgata la Costituzione, modellata sulle più conservatrici
e retrive Costituzioni europee.alle elezioni per la Camera bassa
avrà diritto di voto poco più dell'1 per cento della popolazione.
1894 L'equipaggiamento dell'esercito e' ormai quasi interamente
di fabbricazione Giapponese.
1894-95 Aggressione alla Cina.Il potenziale industriale del
Giappone e' tale da consentire all'esercito ed alla marina una facile
vittoria.La Cina e' costretta a cedere Formosa e a pagare pesantiissime
riparazioni in oro. Il modello di sviluppo imperialista del paese
si impone definitivamente : bassissimi salari , rastrellamento delle
risorse rurali,sbocchi esteri e non interni per la produzione crescente,altissime
spese militari.
1902 Firma dell'alleanza anglo-giapponese
1905 distruzione della flotta russa nella battaglia di tsushima
e trattato russo-giapponese.Accordo di protettorato sulla Corea
che nel 1910 culmina nell'annessione della stessa.
1912 Morte dell'imperatore meiji e successione del figlio
Yoshihito.
Periodo Meji
La trasformazione del Giappone in uno Stato moderno: l'era Meiji (
1868 - 1912 )
Alcune istituzioni liberali, concentrazione di capitali, banche, elettrificazione,
industria pesante.
L'inizio dell'era Meiji fu contrassegnato da due avvenimenti importanti:
1. il trasferimento dell'imperatore nell'antica capitale shogunale
di Yedo ribattezzata in quell'occasione Tokyo ("capitale dell'Est",
per distinguerla da Kyoto, l'antica capitale imperiale); 2. l'emanazione
di un rescritto imperiale (6 aprile 1868) che preannunciava l'abolizione
del feudalesimo, la modernizzazione economica e amministrativa del
paese e la creazione di assemblee consultive destinate a rappresentare
la pubblica opinione. Nella realtà, la modernizzazione economica
del Giappone, incredibilmente rapida, provocò il sacrificio
inevitabile delle istituzioni liberali preannunciate con questo rescritto.
Fu un gruppo relativamente ristretto di uomini energici - giovani
samurai, nobili della corte di Kyoto, ex funzionari shogunali - già
esperti nell'esercizio del potere e penetrati del sentimento della
grandezza nazionale, a prendere in mano i destini del Giappone dopo
il 1868, esercitando sullo svolgersi degli eventi un'influenza certamente
molto maggiore di quella dello stesso imperatore Mutsuhito (Meiji).
Tra il 1869 e il 1878 i riformatori Kido, Okubo, Goto e Iwakura abolirono
due istituzioni caratteristiche del Giappone feudale: il governo provinciale
dei daimyo e la suddivisione della società in classi rigidamente
distinte. Le prime vittime di questi provvedimenti furono i samurai,
privati dei loro, sia pur ridotti, mezzi di sostentamento. Nel febbraio
1877 il malcontento dei samurai scoppiò nella rivolta di Satsuma,
guidata da Saigo Takamori, un riformatore "pentito". Occorsero
otto mesi di lotta per domare la rivolta, ma alla fine la vittoria
del nuovo esercito nazionale reclutato per mezzo della coscrizione
ebbe un enorme effetto in tutto il Giappone fornendo la prova della
totale supremazia del governo centrale. In politica interna il Giappone
parve seguire l'esempio dell'occidente dandosi una costituzione (11
febbraio 1889) ed eleggendo l'anno seguente una dieta; ma l'adozione
di un sistema parlamentare fu lungi dal produrre istituzioni veramente
liberali e lo Stato giapponese restò una monarchia assoluta,
appoggiata a un'alta burocrazia i cui quadri erano per lo più
costituiti da ex samurai acquisiti ai programmi di riforma. La modernizzazione
economica fu invece straordinariamente rapida; in dieci anni (1870-1880)
le associazioni di mercanti e banchieri note con il nome di zaibatsu
realizzarono la concentrazione del capitale, procedettero all'elettrificazione
dell'arcipelago e lo dotarono di una rete ferroviaria, mentre venivano
edificate le grandi industrie metallurgiche, tessili e minerarie.
Occorre aggiungere che scopo principale della creazione di queste
industrie era quello di fornire al più presto all'esercito
e alla marina giapponesi i mezzi per resistere a qualsiasi aggressore
anche occidentale; i beni di consumo correnti continuarono invece
a essere prodotti con i sistemi artigianali tradizionali.
In politica estera il primo obiettivo dei capi dell'era Meiji fu quello
di ottenere l'uguaglianza sul piano diplomatico con gli stranieri
e l'abolizione dei trattati firmati dai Tokugawa dopo il 1853. Ottenuto
il riconoscimento de facto della parità con le potenze occidentali,
il Giappone intraprese la sua espansione territoriale a spese dei
paesi sottosviluppati dell'Asia orientale; gli intrighi giapponesi
in Corea provocarono nel 1894 una guerra con la Cina, che dimostrò
in modo impressionante la superiorità dell'esercito e della
marina nipponica. Dopo una serie di rapide vittorie, con il trattato
di Shimonoseki (1895) il Giappone ottenne dalla Cina l'isola di Formosa,
le Pescadores e l'affitto della penisola del Liao-tung. L'intervento
delle potenze europee (esclusa l'Inghilterra) impedì al Giappone
di assicurarsi quest'ultima concessione a beneficio della Russia.
Più tardi il Giappone intervenne a fianco degli Occidentali
nella guerra cosiddetta dei boxers (1900) e concluse nel 1902 un trattato
di alleanza con l'Inghilterra che gli assicurò libertà
d'azione in Manciuria. Nel 1904 il governo nipponico, preoccupato
dell'espansione russa in Asia (Corea e Manciuria), provocò
lo scoppio della guerra russo- giapponese, nella quale, in diciotto
mesi di lotta, la Russia, dopo gravi scacchi in Manciuria (Mukden),
fu costretta a capitolare a Port Arthur, mentre poco più tardi
a Tsushima la sua flotta venne annientata dall'ammiraglio Togo; di
conseguenza il governo zarista dovette firmare il trattato di Portsmouth,
negli Stati Uniti (settembre 1905). Il Giappone ottenne il protettorato
su Manciuria e Corea (quest'ultimo paese fu posto sotto protettorato
nel 1907 e annesso all'Impero giapponese nel 1910).