Cronologia
Giapponese. Periodo Heian.
794-1185 PERIODO
HEYAN
794-1185
Vengono fondate le sette buddiste di Shingon
e Tendai che domineranno il periodo Heian.Lo shinto accresce la
propria organizzazione.
805 Introduzione della scuola Tendai
806 Introduzione della scuola Shingon
838 Dodicesima e ultima ambasceria in Cina
866-1160
PERIODO FUJIWARA
995-1027
Posizione di supremazia di Fujiwara-no Michinaga.
1002-1019 Redazione della storia
del principe Genji. (Genji monogatari) di Murasaki Shikibu.
1086-1129 Shirakawa introduce il costume dell'esercizio
del potere attraverso gli ex-imperatori (insei).
1159-1160 Conflitto Hogen :Taira-no-Kiyomori ha il sopravvento
con le armi
1175 Fondazione della setta della
Terra Pura (Jodo) a opera di Honen Shonin (1133- 1212)
1180-1185 Guerra tra i Minamoto e i taira (Guerra genpei)
Periodo Heian (794 - 1185)
Nel 794 con il trasferimento della capitale a Kyoto si aprì
la cosiddetta "epoca di Heian" (antico nome di Kyoto) che
durò fino al 1185. Questo periodo fu contrassegnato dalla graduale
perdita di influenza del clan Fujiwara, i cui capi avevano esercitato
dall'866 all'882 funzioni di reggenti; sul piano religioso si assistette
alla trasformazione del buddhismo che si "giapponesizzò"
e compenetrò sempre più la vita nazionale. D'altra parte
una nuova aristocrazia terriera tese a riunire nelle sue mani le terre
che le leggi del VII e dell'VIII sec. modellate su quelle cinesi avevano
distribuito tra numerosi piccoli coltivatori. La nuova classe aristocratica
beneficiava di numerose esenzioni fiscali e aveva un carattere militare
ben marcato: i suoi membri guerreggiavano continuamente tra di loro
e con gli Ainu, che abitavano nella parte settentrionale di Honshu.
Verso il 1150 non restavano in lizza che due grandi famiglie, i Taira
e i Minamoto. I Taira divennero abbastanza potenti da estromettere i
Fujiwara, dopodiché si scontrarono con i Minamoto, dando inizio
a un periodo di aspre lotte che costituì l'età aurea della
cavalleria giapponese: la battaglia navale di Dan-noura (1185) consacrò
il trionfo della casata dei Minamoto.
Da un punto di vista politico il periodo Heian può essere diviso
in due fasi distinte:
* una prima fase (periodo Kônin, 794 - 866) in cui continua la
linea politica in direzione di uno stato centralizzato e burocratico
sul modello cinese, iniziata dalle grandi riforme del periodo Asuka
e continuata durante il periodo Nara;
* una seconda fase (periodo Fujiwara, 866 - 1185) in cui il potere centrale
si indebolisce progressivamente, nascono domini (shôen) sempre
più indipendenti e ci si avvia verso un regime feudale.
Verso la fine del periodo Nara l'imperatore decise di spostare la capitale:
in un primo tempo (784) la nuova sede scelta è Nagaoka (a nord
di Nara), ma poco dopo il progetto viene modificato e la capitale viene
costruita poco più a nord. Similmente a Nara, anche la nuova
capitale è costruita sul modello di Chang'an (capitale della
Cina Tang) di cui ricalca anche il nome: Heian-kyô cioè
"Capitale della pace e della tranquillità" (in cinese
Chang'an significa "Lunga pace"). Successivamente la città
verrà chiamata semplicemente Kyôto [Capitale].
Piani di costruzione delle delle città di Nagaoka (sotto) e
Heian (sopra)
La residenza imperiale viene trasferita a Heian nel 794: tra i motivi
del trasferimento pare ci fosse il desiderio di limitare le ingerenze
del clero buddista, al quale infatti fu proibito di spostare i templi
da Nara o di aprire sedi distaccate nella nuova capitale. Ciò
provocherà la progressiva decadenza delle "sei sètte
buddiste di Nara", anche se presto due nuove sette verranno importate
dalla Cina ed avranno un grande sviluppo: le sètte Tendai e Shingon.
Il fallimento delle grandi riforme
Il periodo Heian è caratterizzato dal progressivo fallimento
(almeno dal punto di vista amministrativo e fiscale) del sistema burocratico
centralizzato introdotto dalle grandi riforme del periodo Asuka.
Fin dall'inizio l'applicazione della periodica ridistribuzione di terre
coltivabili tra i contadini era stata problematica: infatti essa, oltre
che andare contro alle abitudini della popolazione, richiedeva una notevole
organizzazione da parte dei funzionari che dovevano mantenere aggiornato
il censimento delle famiglie ed effettuare la ripartizione. Per tale
motivo questo sistema fu adottato solo nelle province vicine alla capitale
(probabilmente non venne mai adottato nelle province periferiche) ed
incontrò crescenti difficoltà, per cui venne applicato
sempre più saltuariamente ed alla fine fu abbandonato. L'ultima
ridistribuzione di terre fu effettuata nell'844: dopo tale anno i terreni,
pur rimanendo nominalmente di proprietà statale, di fatto ritornarono
nelle mani dei privati.
Parallelamente potenti famiglie nobili, templi buddisti e santuari shintoisti
andavano accumulando grandi appezzamenti di terreno privato (shôen).
Il nucleo di tali possedimenti derivava da concessioni effettuate dagli
imperatori per ottenere il favore delle famiglie e dei templi più
potenti. Inoltre per incentivare la bonifica di nuove terre e l'espansione
del territorio nazionale verso nord-est (a spese degli Ainu) era stata
introdotta la regola per cui i territori vergini bonificati non fossero
sottoposti alla periodica ridistribuzione di terre ma rimanessero nelle
mani di chi li aveva dissodati; naturalmente imprese del genere erano
al di fuori della portata dei singoli contadini e potevano essere effettuate
solo da gruppi potenti.
Progressivamente molti di questi shôen andavano acquisendo privilegi
particolari come l'esenzione dal pagamento delle tasse (originariamente
concessa ai possedimenti dei membri della famiglia imperiale, degli
alti funzionari di corte e dei templi) o addirittura il privilegio dell'extraterritorialità
(per cui i funzionari statali non potevano entrarvi). D'altra parte
gli shôen si ingrandivano anche per l'afflusso di contadini e
piccoli proprietari che fuggivano dai possedimenti statali (soggetti
a tasse gravose ed all'obbligo di corvées e del servizio di leva)
e cercavano protezione in cambio del proprio servizio.
L'effetto di questi cambiamenti fu che gli introiti del governo centrale
si ridussero sempre più ed esso non fu più in grado di
mantenere il sistema di coscrizione obbligatoria: già dalla fine
dell'VIII secolo la leva militare fu abolita e venne introdotto un esercito
formato da volontari. Nello stesso tempo molti degli shôen più
potenti si andavano dotando di eserciti privati con lo scopo di difendersi
dagli attacchi dei vicini, dei briganti e dei pirati e di estendere
il proprio potere. Questo fenomeno fu particolarmente rilevante nelle
zone periferiche dello stato dove l'esercito imperiale non arrivava
a mantenere l'ordine ed in particolare nella regione del Kantô
(ad est di Kyôto), che allora costituiva il confine dello stato
verso le regioni occupate dai "barbari" (Ainu).
A partire dall'inizio del periodo Heian ci fu un intensificarsi dei
tentativi di espansione dello stato giapponese in direzione nord-est
attraverso una serie di campagne militari contro gli Ainu, che a quell'epoca
costituivano ancora una notevole potenza militare ed occupavano i territori
ad est del Kantô (la regione dove attualmente si trova Tôkyô)
e lo Hokkaidô. Nel 789 una spedizione di Yamato composta da 50.000
uomini fu ripetutamente sconfitta dagli Ainu, che saranno definitivamente
debellati solo nell'876 da Fujiwara Yasunori.
In definitiva si può dire che per tutto il periodo Heian lo stato
centrale (corte imperiale) si è andato progressivamente indebolendo
mentre nelle province periferiche si andavano formando nuovi centri
di potere sia economico che militare e si andava costituendo una nuova
classe: la classe dei guerrieri (bushi o samurai) e della aristocrazia
militare ad essa collegata. Inizialmente la corte imperiale cercò
di rimanere padrona della situazione concedendo benefici e assicurandosi
i servigi di una parte delle famiglie più potenti per proteggersi
dalle ambizioni delle altre (in pratica usando il metodo del divide
et impera), ma alla fine questo stesso sistema le si ritorse contro,
perché essa si trovò a dipendere sempre più dall'aiuto
di tali famiglie senza avere la possibilità di controllarle.
L'ascesa dei Fujiwara
A partire dal IX secolo la corte imperiale si rinchiude sempre di più
in se stessa allontanandosi dalla situazione e dai problemi del paese;
la nobiltà di corte (kuge) vive rinchiusa nel palazzo imperiale
o nei quartieri nobili di Heian, dividendo il proprio tempo tra intrighi
di palazzo e raffinati esercizi artistici (soprattutto poesia e musica).
La corruzione domina e gli imperatori perdono sempre più autorità
e potere: di solito abdicano dopo un breve periodo di regno per non
essere più sottoposti a pressioni da parte delle famiglie più
potenti e per potersi a loro volta dedicare ai giochi di potere.
Anche i contatti con la Cina si affievoliscono e poi si interrompono
del tutto (l'ultima ambasceria in Cina è dell'anno 838); a questo
contribuì certamente il fatto che durante il IX secolo la dinastia
Tang attraversava un periodo di profonda crisi che porterà presto
alla sua caduta (907).
Durante il IX secolo la famiglia Fujiwara (i discendenti del clan Nakatomi
che nel VII secolo avevano liquidato il potere dei Soga ed appoggiato
la riforma Taika) divenne così potente da controllare completamente
l'operato degli imperatori (tanto che il periodo 866 - 1185 è
chiamato periodo Fujiwara). Questo obiettivo fu raggiunto soprattutto
attraverso una oculata "politica matrimoniale", cioè
costringendo l'imperatore a prendere come mogli le figlie dei personaggi
più importanti della famiglia Fujiwara: in questo modo i principi
imperiali ed i futuri imperatori erano parenti (nipoti) di Fujiwara
e potevano facilmente essere influenzati da essi.
Il potere dei Fujiwara fu ulteriormente accresciuto da un colpo di stato
incruento effettuato da Fujiwara Yoshifusa, che nel 858 riuscì
a far salire sul trono imperiale un suo nipote di 9 anni proclamandosene
reggente (sesshô) e non abbandonando tale carica neppure quando
l'imperatore ebbe raggiunto la maggiore età. Il suo successore
come capo del clan Fujiwara, Mototsune, legalizzò tale prassi
istituendo la carica di kwanpaku (reggente di un imperatore maggiorenne),
carica che i Fujiwara detennero ininterrottamente per due secoli, avendo
quindi pieno controllo sull'operato dell'imperatore.
L'apice del potere dei Fujiwara si ebbe attorno all'anno 1000 con Fujiwara
Michinaga; questo periodo fu contemporaneamente l'apice del rammollimento
ma anche della raffinatezza della vita di corte, gli anni in cui nacquero
capolavori letterari come il Genji monogatari ed il Makura no sôshi.
Il declino dei Fujiwara
Il potere dei Fujiwara si fondava non solo sulla diplomazia ma anche
su una potenza economica e militare che era basata sul possesso di grandi
shôen; a poco a poco però essi furono sempre più
invischiati negli intrighi di corte e persero progressivamente il contatto
con i propri possedimenti, affidati a rami cadetti della famiglia non
sempre solidali con i capiclan di Heian.
Contemporaneamente nella provincia si stavano affermando nuovi clan
come i Taira ed i Minamoto. Queste famiglie erano nate come rami cadetti
della famiglia imperiale, cioè erano formate dai secondogeniti
degli imperatori a cui veniva cambiato cognome al fine di escluderli
dalla successione dinastica ed a cui venivano assegnati possedimenti
nelle province; per questo motivo erano animate da sentimenti di rivalsa
nei confronti della corte di Heian. Nella seconda metà del periodo
Heian queste famiglie vennero a possedere una notevole potenza economica
e militare e cominciarono a ribellarsi. In molti casi la corte imperiale
ed i Fujiwara per domare queste rivolte dovevano fare ricorso all'aiuto
militare di altre famiglie, con cui quindi contraevano crescenti debiti.
Nell'ultima parte del periodo Heian il potere dei Fujiwara fu minato
anche dalla creazione dell'istituzione dell'insei (governo claustrale).
Già dall'inizio del periodo Heian gli imperatori avevano preso
l'abitudine di ritirarsi in un convento buddista dopo aver abdicato:
dato il potere detenuto dai monasteri, questa era una posizione molto
favorevole per sottrarsi agli intrighi di corte pur continuando ad esercitare
una forte influenza sugli ambienti politici. Nel 1086 questa consuetudine
fu formalizzata istituendo l'insei, un vero e proprio governo presieduto
dall'imperatore abdicatario, con una sua corte, i suoi ministri ed i
suoi decreti. Per un periodo di circa settant'anni questa istituzione
protesse importanti shôen ed ebbe un potere maggiore di quello
della corte imperiale. A lungo andare però le continue lotte
tra imperatore regnante ed imperatore abdicatario finirono per accrescere
il potere delle famiglie Taira e Minamoto, che venivano ripetutamente
chiamate in causa a sostegno dell'uno o dell'altro.
La dittatura Taira e la guerra Genpei
Nel 1156 l'imperatore regnante Go-Shirakawa sconfisse l'imperatore abdicatario
Sotoku, ponendo fine all'istituto dell'insei; la vittoria fu riportata
grazie all'appoggio militare delle famiglie Taira e Minamoto. In seguito
a questo aiuto Taira Kiyomori ricevette alte cariche nella corte imperiale
diventando Primo Ministro ed esercitando per 25 anni un controllo completo
sull'imperatore, grazie anche alla sua spregiudicatezza per cui non
esitava a far eliminare i propri avversari. Tra l'altro egli adottò
la stessa "politica matrimoniale" che era stata usata dai
Fujiwara, dando una propria figlia come sposa all'imperatore. Il periodo
1160 - 1185 è chiamato anche periodo Rokuhara (dalla residenza
di Kiyomori a Heian).
Alla vittoria su Sotoku aveva contribuito anche Minamoto Yoshitomo,
il quale però era stato ripagato con benefici molto inferiori:
perciò nel 1160 egli si ribellò all'imperatore, ma venne
sconfitto ed ucciso da Taira Kiyomori (questa guerra è nota con
il nome di conflitto Hôgen). Kiyomori rimase affascinato dalla
sposa di Yoshitomo e la prese come propria concubina, risparmiando la
vita ai figli di Yoshitomo ancora ragazzi (Yoritomo e Yoshitsune) e
limitandosi ad esiliarli nella regione di Izu.
Questa debolezza gli fu però fatale in quanto Yoritomo e Yoshitsune
si allearono con potenti famiglie della provincia (inclusi molti Taira
che erano stanchi della dittatura di Kiyomori); nel 1180 essi stabilirono
un quartier generale a Kamakura nel Kantô (a sud dell'odierna
Tôkyô) e da lì mossero guerra a Kiyomori. Il conflitto
(guerra Genpei) durò cinque anni e, grazie all'abilità
diplomatica di Yoritomo ed alla grande capacità come condottiero
di Yoshitsune, si concluse con la totale sconfitta dei Taira. Nella
battaglia navale di Dan no Ura l'esercito Taira fu sbaragliato e persero
la vita tutti i capi della famiglia (Kiyomori era già morto nel
1181); morì annegato anche l'imperatore Antoku (nipote di Kiyomori,
che allora aveva solo sette anni).
La guerra Genpei segna un punto di svolta nella storia del Giappone.
Essa costituisce lo scontro finale tra due mondi antitetici - il mondo
raffinato e corrotto degli aristocratici della corte di Heian ed il
mondo rude ed eroico delle famiglie di guerrieri della provincia - uno
scontro che segna la fine del primo mondo e l'inizio dell'epoca medioevale.
Essa rappresenta anche una delle principali pagine epiche giapponesi
e verrà ripresa innumerevoli volte nella letteratura e nel teatro
delle epoche successive. La più importante di queste opere è
lo Heike monogatari, una raccolta di racconti che venivano declamati
con l'accompagnamento del biwa da monaci itineranti (biwa hôshi)
e che inizialmente venivano tramandati oralmente (in seguito furono
raccolti per iscritto nell'opera che è giunta fino a noi).
Le nuove sètte buddiste
Durante il periodo Heian le tradizionali "sei sètte di Nara"
perdono importanza, mentre vengono importate dalla Cina due nuove sètte
(la setta Tendai e la setta Shingon). Nella seconda parte del periodo
Heian diminuisce l'influenza del buddismo sulla nobiltà di corte,
mentre esso comincia a diffondersi anche tra i guerrieri della provincia
e tra la gente comune. In questo periodo e per tutto il periodo medioevale
i monasteri buddisti avranno un importante ruolo di preservazione e
diffusione della cultura e della civiltà, di promozione del progresso
tecnico (lavorazione della ceramica, metodi di coltivazione ed irrigazione)
e di assistenza alla popolazione, ruolo che si può in qualche
modo paragonare a quello dei monasteri benedettini nell'Europa dell'alto
medievo. Inoltre essi erano spesso proprietari di fiorenti shôen
ed andarono acquisendo una notevole potenza economica e militare.
La setta Tendai
Il fondatore della setta Tendai è il monaco Saichô (767
- 822); egli si era recato in Cina con l'ambasceria dell'anno 804 e
vi aveva studiato la religione buddista alla scuola fondata da Zhiyi
(538 - 597), che si basava soprattutto sulla dottrina della diffusione
della natura del Buddha in tutto l'universo contenuta nel Sutra del
Loto. Al suo ritorno in Giappone nell'805 Saichô aveva fondato
il monastero Enryakuji sul monte Hiei (poco a nord di Heian) come centro
di formazione dei monaci.
La setta Tendai propugnava sia la pratica della meditazione che l'attività
intellettuale e filosofica (soprattutto attraverso lo studio dei testi
classici) e le pratiche esoteriche. Era inoltre caratterizzata da un
forte impegno sociale e politico: negli intendimenti di Saichô
la setta doveva avere un ruolo di protezione e di guida spirituale della
nazione. Per questo i monaci della setta furono spesso impegnati in
opere di utilità pubblica o svolsero il ruolo di funzionari statali.
La setta Shingon
La setta Shingon fu fondata dal monaco Kûkai (774 - 835), che
si era recato in Cina nell'804 con la stessa ambasceria di Saichô
ma aveva studiato presso Huiguo (746 - 805) che lo aveva nominato suo
successore.
La setta Shingon aveva un'impronta fortemente esoterica e dava una grande
importanza a riti basati sull'uso di mandala (immagini che rappresentano
in forma simbolica la dottrina buddista, come il mandala Taizôkai
o del Mondo-Matrice e il mandala Kongôkai o del Mondo-Diamante),
mudra (gesti simbolici delle mani) e mantra (invocazioni). Nell'816
Kûkai fondò il monastero Kongôbuji sul Kôyasan
(monte Kôya) in una regione selvaggia a sud-ovest di Nara.
Kûkai fu anche un uomo dalla vasta cultura (poeta, letterato e
grande calligrafo) ed esercitò una grande influenza sulla corte
ed in particolare sull'Imperatore Saga (che regnò dall'809 all'823)
che gli conferì importanti incarichi nel Tôdaiji.