Cronologia Giapponese. Periodo contemporaneo Heisei.


Verso la fine del 1988 esplose lo scandalo Recruit, che coinvolse tutti i componenti del governo, ex ministri, uomini politici e giornalisti. Gli stessi Nakasone e Takeshita furono coinvolti nello scandalo.
Il primo ministro, che inizialmente aveva respinto le accuse, nell'aprile 1989 ammise di aver ricevuto un'ingente somma dalla Recruit, dimettendosi poco dopo, sostituito da Sosuke Uno.

Quest'ultimo lasciò l'incarico dopo le elezioni del luglio, nelle quali si verificò un grave rovescio dei liberaldemocratici - dopo trentacinque anni di dominio assoluto - e il successo della socialista Takako Doi.

Gli succedette Toshiki Kaifu, rinominato anche dopo le elezioni del febbraio 1990 che confermarono la maggioranza assoluta per il partito liberaldemocratico malgrado il forte progresso socialista.

Nel gennaio 1989, dopo una lunga agonia, era inoltre scomparso l'imperatore Hirohito; gli è succeduto il figlio Akihito, che già svolgeva le funzioni di reggente.

Le amministrative del 1991 registrarono nuovamente il successo dei liberaldemocratici, ma giochi interni al partito portarono alla sostituzione del primo ministro con Kiichi Miyazawa.

Nuovi scandali colpirono il PLD nel 1993 costringendo alle dimissioni il governo e a consultazioni anticipate; nonostante la conquista della maggioranza relativa il PLD fu costretto per la prima volta all'opposizione e alla guida di una coalizione di sette partiti fu nominato primo ministro Morihiro Hosokawa ,del Partito della rinascita.
Un successivo accordo del premier con l'opposizione, il PLD, portò al varo di un progetto di riforme atto a risanare la vita politica del paese attraverso nuove norme elettorali e un controllo sul finanziamento ai partiti. Ma proprio accuse di corruzione indussero Hosokawa a dimettersi bloccando le riforme; il nuovo governo guidato da Tsutomu Hata, del Partito del rinnovamento, ebbe vita breve per la sfiducia votata dallo stesso PLD e dai socialisti, protagonisti della nuova coalizione governativa che si impegnava di portare a termine le riforme, con a capo Tomiichi Murayama, presidente dei socialisti.

Nel 1996 uno scandalo finanziario coinvolgeva ben 17 delle 21 banche principali e trascinava con sé il primo ministro; lo sostituiva Ryutaro Hashimoto, presidente del PLD, confermato anche dopo le consultazioni del 1996, in cui il PLD ha però ottenuto solo la maggioranza relativa.

Dopo due anni di crisi economica segnata dalla necessità di riformare il sistema bancario e finanziario, nel luglio 1998 il voto alla camera alta ha severamente giudicato l'operato del governo con la sconfitta dei liberldemocratici. Hashimoto si è dimesso sia come primo ministro sia dalla presidenza del PLD sostituito in entramnbe le cariche da Keizo Obuchi.

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