IL
GOHONZON E L'ASSE DEL MONDO.
di
Tecla Squillaci
Il Mandala è uno spazio cosidetto sacro, non tanto perchè
rappresenta delle divinità ( nel Buddismo non esiste la concezione
dell'adorazione di un idolo o di un feticcio )quanto piuttosto perchè
serve da supporto per la pratica meditativa attraverso cui risvegliamo
la nostra potenzialità di Buddha nelle nostra vita. Esistono
differenti tipi di Mandala. Il Gohonzon rappresenta un Mandala assiale.
Ci sono
dei mandala circolari come bene sappiamo, tipici della tradizione tibetana,
ma il Gohonzon rappresenta l'Asse del Mondo. Naturalmente, non si tratta
di un asse visibile o tangibile o inerente solo al nostro pianeta ma
una realtà sovracosmica.
La dimensione vitale che viviamo in questo pianeta non è la sola.
Esistono tante condizioni vitali quanto i granelli di sabbia di infinite
spiagge non solo come "stati d'animo" ma si tratta di qualcosa
di differente.... si tratta di dimensioni evolutive.
Allo stato attuale gli uomini di questo pianeta siamo più o meno
alla terza dimensione, (alcuni più avanti, altri più indietro...)in
un momento di passaggio cruciale alla quarta dimensione. Questa evoluzione
non comporta un cambiamento di "residenza" ma di "percezione"
dello spazio, del tempo, della vita, un allargamento graduale di visione
e , di conseguenza di potenzialità.
Dio esiste ma non è un "ente", bensì una CONDIZIONE
VITALE, raggiungibile più o meno da tutti. Esseri molto evoluti
come il Buddha storico o il Maestro Ioshua (Gesù) si trovano
all'incirca all'ottantesima dimensione, ovvero una dimensione inconcepibile
per noi. Ovviamente io mi servo di una numerazione per rendere descrivibile
l'elevazione di queste dimensioni ma non sono "numerabili"
secondo la concezione umana attuale.
Le varie dimensioni attorniano quest'asse centrale che nel Gohonzon
è rappresentato dalla Legge Mistica,Nam Myo Ho Renge Kyo, la
condizione della Buddità o di infinita Illuminazione. E' ovvio
che qui il significato di Illuminazione è qualcosa di talmente
alto ed onnipervasivo che non si può banalizzare con spiegazioni
del tipo " l'Illuminazione è la saggezza o il buon senso";
è una vera e propria prospettiva diversa e rivoluzionaria per
noi tutti.
L'asse del Mondo è presente in tutte le religioni, basta saperlo
individuare, è un insegnamento esoterico, ovvero, nascosto dietro
il semplice culto popolare che ha lo scopo di "iniziare" in
modo approssimativo verso l'evoluzione
Basti pensare all' Albero Sefirotico nella tradizione ebraica, ed anche
nel Cristianesimo si trova molto più chiaramente che nel simbolo
della croce, nel monogramma costantiniano della X e della P sovrapposte
(ovvero le iniziali del nome greco di Jesus Christos) .
Anche nel Corano, ( Sura 24, 35) si parla di un "albero benedetto"
il quale non è nè occidentale nè orientale, quindi
si tratta di un asse mediale che "attraversa" i mondi.
Il Vero Oggetto di culto per Nichiren che iscrisse il Gohonzon per la
felicità di tutto il genere umano circa ottocento anni fà
non è l' oggetto esterno materializzato nel Gohonzon che noi
vediamo ma piuttosto quel che Esso raprresenta. Nichiren iscrisse il
Gohonzon per rappresentare i dieci mondi e la realtà della natura
del Buddha inerente a tutti gli esseri come viene descritta nella Cerimon
ia dell'aria nel Sutra del Loto. Nel gosho " Il raggiungimento
della buddità in quest'esistenza" Nichiren dice chiaramente
che il "vero oggetto di culto" deve essere cercato dentro
e non fuori di noi. Quindi se si venera il Gohonzon, o qualunque altro
mandala o qualunque altra rappresentazione come un oggetto esterno non
si segue l'insegnamento corretto ma qualcosa di erroneo.Il Gohonzon
è "kanjin" ovvero uno strumento che serve per osservare
la mente, per riflettere la condizione dei dieci mondi e del mondo della
buddità dentro le nostre vite.
Nichiren considerò sempre il Sutra del Loto come insegnamento
definitivo, impartito con la mente del perfetto Illuminato (zuiji) e
non più adattato alle capacità delle persone comuni (zuitai)come
le varie parabole ed espedienti di altri sutra insegnano. Tuttavia ci
chiediamo come mai Shakyamuni nel Sutra del loto sembra rinnegare tutti
i suoi discorsi precedenti, addirittura affermare che l'illuminazione
che egli ha ottenuto non è data in un determinato periodo ma
nel "remoto passato"?
Sembra una contraddizione! In realtà Shakyamuni ci fornisce un
insegnamento progressivo che solo apparentemente sembra a volte contraddirsi.
occorre sempre tener presente il paramentro degli insegnamenti dati
come vari "espedienti" adattati di volta in volta alla capacità
della gente per capire come non c'è alcuna contraddizione profonda
nei suoi insegnamenti.
E' vero, Nichiren rappresenta forse un caso unico nella storia del Buddismo
per la sua determinazione e quasi il suo "assolutismo"ad affermare
il proprio punto di vista. tuttavia, ma occorre capire anche i tempi
in cui visse. Egli venne perseguitato, quasi decapitato, condannato
a morte e poi esiliato nelle zone più impervie del Giappone.Invece
di chiedersi "perchè tanta determinazione nel proclamare
il suo credo?" ci si dovrebbe chiedere: "perchè tanta
ferocia nei suoi confronti?"
Personalmente, mi sono convertita alla pratica del Buddismo ormai da
diversi anni.Ma ogni mattino al mio risveglio quando inizio la mia giornata
ed ogni sera prima di andare a dormire, in sei-zan, davanti al Gohonzon,
recitandoGli dinanzi il Daimoku e la lettura dei due capitoli del Sutra,
per me è come se fosse sempre la prima volta. Il senso di infinita
gratitudine che sento per la Legge Meravigliosa del Sutra del Loto che
ha il potere di far rifiorire ogni vita al di là delle piccole
e grandi difficoltà quotidiane, che ti rende "forte",
al di là di ogni forza fisicamente misurabile, che ti dona il
potere di creare valore e felicità in tutti i luoghi dove vivi
e lavori ed il potere di far rifiorire anche la vita di chi ti sta accanto,
perchè davvero nessun uomo può essere chiamato tale se
non apporta pace , felicità , conforto e rasserenamento a chi
gli vive accanto, questo senso di gratitudine che già di per
sè ti riempie il cuore di gioia ogni mattina è grande
ed impagabile.
Gli uomini sono infelici perchè spesso dimenticano di... vivere.
Spesso dimenticano cosa sia la Vita. Dimenticano di esserne parte in
modo infinito e di esserne sempre ed ogni modo legati e parti insostituibili
di essa. Dimenticano la gioia dei bambini, crescendo. Il senso della
meraviglia e dello stupore.
Bisogna essere quasi delle "aquile" a volte,oppure rimanere
sempre nella magia dell'infanzia per non adagiarsi mai a questo continuo
appiattimento sociale , ma anche eterico e spirituale, a cui siamo esposti
continuamente.
Alla fine, ciò che conta è la libertà di ogni individuo
consapevole di essere vivente microcosmo nel macrocosmo.
Attraverso questa mia LIBERTA' io riproduco in me il fluire cosmico
di ciò che è stato, che è, che sarà. Attraverso
questa mia libertà io infrango i retaggi del tempo, ne salgo
ad una ad una , ostinatamente, le sue scale di marmo.
Non conosco genitura che non voglio riconoscere... non ascolto voci
che non desidero ascoltare. Soprattutto, non cerco sostegni nè
per le mie debolezze, nè per le mie altitudini da aquila solitaria.
Non cerco affinità elettive per i miei sollazzi ... non cerco
conforto nei precetti altrui, non apprezzo il sapere se non per quello
che vale, nè più nè meno. Non speculo sul prezzo
che ho da pagare in questa vita. Non inseguo chimere ecumeniche che
siano d' altri ma che non abbia reso , profondamente, mie.
Quando sono sola davanti al Gohonzon il mio cuore si riempie di gioia
perchè attraverso quel rito giornaliero semplice ed armonioso
mi riapproprio del vero e profondo significato della Vita, riscopro
la sua sacralità nella preziosità e nella stabilità
della Torre Preziosa dell' esistenza, forte ed imperitura, qualunque
cosa accada.
Allora, prendi in mano tutta questa incredibile forza, questa meraviglioso
stato vitale traboccante di gioia e lo porti ogni giorno fuori,nella
realtà di tutti i giorni, accanto a chi soffre, accanto a chi
sta male per i più diversi motivi ed è per tutti come
un insperato raggio di sole; perchè il sole appare tra la nebbia
e le nuvole proprio quando meno te lo aspetti.
Tecla
Squillaci