Buddhismo.
La
metidazione e l'ottuplice sentiero portano al Nirvana e all'interruzione
del ciclo delle reincarnazioni (samsara).
Il
Nirvana
Seguendo l'ottuplice sentiero, l'uomo giunge alla perfezione e sprofonda
nel Nirvana, il quale -secondo la scuola Mahayana- rappresenta il completo
annientamento o non-essere, raggiungibile anche in vita e quindi definibile
in senso positivo, come stato di pace totale e di gioia assoluta e di
verità ultima, che però solo gli illuminati scorgono.
Viceversa, secondo la scuola Hinayana, il Nirvana sfugge a qualsiasi
definizione, poiché rappresenta la fine della vita accessibile
alla coscienza e il passaggio a un'altra esistenza, inconsapevole, possibile
solo dopo la morte.
In entrambi i casi Nirvana significa interruzione della catena delle
reincarnazioni (samsara)
Secondo i buddisti, lo stesso Buddha, prima di nascere come Gotama,
avrebbe subìto una lunga serie di rinascite. Egli fu però
anche il primo uomo a raggiungere l'Illuminazione, per cui la sua morte
ha rappresentato l'immediato passaggio al Nirvana.
Nirvana dunque, anche se letteralmente significa "estinzione",
spiritualmente significa "beatitudine".
La Meditazione
Il mezzo
fondamentale per percorrere l'Ottuplice sentiero è la Meditazione,
che si sviluppa su due linee diverse e complementari:
1.
Acquietamento o Purificazione
Si propone
una condizione di totale trasparenza immobile della coscienza (atarassia).
Consiste nel focalizzare l'attenzione su un solo punto, che in realtà
è un'immagine simbolica, da utilizzare come supporto per il processo,
operando una graduale esclusione degli stimoli sensoriali periferici,
che sono i desideri di essere stimolato, avversione, torpore, irrequietezza,
scetticismo. L'atto meditativo di volge sul medesimo pensiero dell'asceta,
il quale raggiunge i primi quattro livelli di perfezione: quieta felicità,
fine del pensiero logico-discorsivo, fine dei fattori emotivi, fine
del senso di felicità/infelicità. La "cosa"
si tramuta nel "concetto" e il mondo viene appreso "così
com'è". Il pensiero diventa consapevolezza universale;
2. Visione
penetrativa o Intuizione
Consiste
in una vigile attenzione rivolta ai fatti fisici, anche minimi, e ai
processi mentali. Conduce a una serie di approfondite purificazioni
del pensiero, il quale deve giungere alla consapevolezza che l'essenza
degli elementi della realtà è data dallo stesso pensiero
che se li rappresenta, ma che, di per sé, è inesistente.
La realtà va sperimentata come "vuoto", in particolare
come vuoto "noetico", al quale cioè corrisponde la
condizione soggettiva di "estinzione" (Nirvana), in cui soggetto
e oggetto devono identificarsi, altrimenti, di fronte al "nulla"
che spiega le cause, l'io potrebbe disperare.