Sassari, mercoledì 9 ottobre 2002
Prefazione

Il presente volumetto cerca di parlare dello Shintoismo dal punto di vista religioso e del dialogo. Ossia quello Shintoismo che appare e di cui si parla nei convegni interreligiosi.

Ogni lettore può facilmente trovare, nella varie monografie sullo Shintoismo, quelle notizie che riguardano i riti o il folklore, politica e cultura che formano l'aspetto esterno di questa religione e che il turista vede e apprezza quando visita il Giappone. Questa religione, infatti, è nata in Giappone, è la religione dei suoi miti e degli inizi della sua storia, lungo i secoli è stata parte integrante in di tutti gli aspetti della vita sociale e politica. Essa ha unificato la cultura del popolo, sacralizzato tutti i suoi regnanti, non solo quelli antichi ma anche gli ultimi, ha dato le ideologie ai Kamikaze ed ha ispirato anche quel senso di estetica ed amore alla bellezza che è la caratteristica dei giapponesi.. E' stato il collante sia a livello religioso che sociale e di pensiero, quando la cultura giapponese è entrata in contatto con la cultura cinese prima e con quella occidentale poi. E' stato ancora lo Shintoismo ad infondere al popolo giapponese quella forza morale che lo ha sostenuto dopo la sconfitta dell'ultima guerra.

Lo Shintoismo non ha avuto paura ad entrare in contatto con le altre religioni, tanto che studiando il Giappone ci troviamo così davanti al fenomeno di un popolo che conduce una vita "sociale" confuciana, che ama la natura e vive in simbiosi con essa come un taoista, ed infine ha, con le varie realtà del mondo il senso del distacco imparato dal buddhismo, e tuttavia rimane sempre uguale e se stesso: shintoista nel profondo del suo animo.

Il presente saggio cerca di ritrovare lungo i secoli e nella vita sociale e religiosa della gente comune che vive lontana dalle teorie filosofiche, quel fondo ancestrale che caratterizza questa religione, e che non è scomparso quando, conosciuto Confucio, ha scoperto che in quelle teorie avrebbe trovato un "contenitore", un paradigma, per collocarvi ordinatamente la sua visione della vita sociale, quando conosciuto Lao Tze ha visto che i suoi testi davano corpo alla visione mistica della natura che lui ed i suoi padri, da sempre, avevano praticato, ma che gli aggiungeva la possibilità di pervenire a nuove vette mistiche.

Tuttavia nessuna organizzazione sociale o incanto mistico può togliere alla vita umana la terribile componente della sofferenza e nessun meglio di Buddha si è saputo calare nella realtà del dolore e della precarietà della realtà umana. I giapponesi per questo non hanno esitato ad accoglierlo e le tante statue sparse nel paese da quella gigantesca di bronzo dedicatagli a Kamakura a quelle più insignificanti che il turista trova in un villaggio sperduto, dimostrano non solo la loro accoglienza ma anche la loro riconoscenza.

Lo Shintoismo ha formato il carattere e lo spirito del Giappone, accompagnandolo in ogni tappa della sua storia millenaria, tuttavia sono sempre rimasti fedeli alla prima intuizione dei "padri"; hanno bevuto a tutte le fonti, senza per questo perdere la loro identità . Questo li ha resi capaci di dare alle culture dell'Asia un originalissimo contributo.

E' questo l'aspetto che abbiamo cercato di mettere in luce. Il saggio vorrebbe essere un timido tentativo in questa direzione ed un contributo al dialogo tra le religioni, sicuro che lo Shinto abbia un suo posto tra le grandi religioni del mondo di oggi.

Manca Nicola.

 

 
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