IL NOME

Il termine giapponese Shintoismo proviene dal cinese Shen tao, (Shen significa Dio e tao significa via) quindi si tratta di una Via divina.
In Cina il termine è usato sia dai confuciani sia dai Taoisti ma con accezioni differenti.

I confuciani lo usano per indicare il senso mistico delle regole della natura, o anche la strada che porta ad una tomba. Premetto che considero il Confucianesimo una religione, le cui credenze sono quelle dell'antica religione cinese ma viste sotto la luce delle relazioni sociali, e che lo scopo prefissosi da Confucio sia quello di enunciare le basi per un'integrazione armoniosa della personalità nella società.

Quest'integrazione è il frutto di una vita e condotta buona vissuta in armonia con la Via del cielo (3) . Possiamo qui rilevare che per Confucio Tien non guida solo il cosmo ma anche la storia dell'uomo:

<<Kong Po Liao aveva calunniato Tzu Lu … Il Maestro disse: "Che la Via venga seguita è decreto di Tien, che la Via venga negletta è volontà di Tien. Che cosa può fare Kung Po Liao contro la volontà di Tien?">> (4)

Il pensiero della Via guida tutta la sua vita e tutta la sua opera. La Via è caratterizzata dall'amore, dalla giustizia e dalla sapienza:

<<Si dicono grandi ministri quelli che seguono il principe per mezzo della Via e che, quando non è loro possibile, si dimettono>> .(5)

<<Ricchezza e nobiltà sono ciò che ognuno desidera, ma se si dovessero ottenere solo a costo di danno alla Via, il saggio le rifiuta… neppure per un attimo il nobile abbandona la Via>> . (6)

Se ci fossero dubbi su che cosa intenda Confucio per Via, ecco quanto scrive nel primo capitolo del "Invariabile mezzo":

Il comando del Cielo si chiama natura, seguire la natura si chiama Via, stabilire le regole della Via, si chiama istruire. La Via è tale che non te ne puoi scostare un istante, se potessi scordartene non sarebbe la Via. .. Quando in noi si manifestano la gioia, l'ira, il dolore,.. nei giusti limiti, si dice che siamo in stato d'armonia (ho) .. ecco che cos'è l'armonia: la Via universale di tutto ciò che è sotto il Cielo . (7)

Alle volte il confuciano usa il termine per indicare la strada che porta ad una tomba, ma anche in questo caso più che indicare la materialità di un sentiero, vi possiamo scorgere un rimando alla strada che conduce là dove, più che sepolti vivono gli antenati, che il confuciano venera anche nel suo altarino familiare.

I Taoisti, invece, con il loro spiccato senso mistico, intuiscono il Tao in quella forza arcana che è sempre presente e che agisce dietro ad ogni fenomeno cosmico:

E' l'invariabile unità che sottostà ad ogni pluralità dell'universo, la forza che fa sorgere tutte le forme di vita e di moto. Nel Tao gli opposti ritornano all'unità, i contrasti si armonizzano.(8)
Vi è una cosa senza forma e tuttavia completa. Essa esisteva prima del cielo e della terra, senza sostanza, essa rimane sola e non cambia. Pervade tutto e non vien meno. Uno potrebbe pensare ad essa come alla madre di tutte le cose che sono sotto il cielo. Noi non conosciamo il suo nome, ma lo definiamo Tao. Se ne dovessi parlare lo chiamerei Il Grande .(9)


Il Tao (La Via) è al di là delle parole \ e al di là d'ogni comprensione…
Il Tao esisteva prima delle parole e dei nomi, \ prima del cielo e della terra …(10)

Lo spirito del Tao è immortale \ la misteriosa e fertile madre di noi tutti…
Invisibile, tuttavia onnipresente, puoi usarlo senza mai esaurirlo . (11)


Questa è la Via meravigliosa che ogni fedele Taoista scorge dietro ad ogni fenomeno cosmico. Seguire il Tao è il più alto compito di ogni uomo. Lo Shintoismo ha saputo lasciarsi influenzare da queste due religioni senza perdere la sua peculiarità, in modo tale che le caratteristiche positive del Confucianesimo, come l'osservanza delle regole sociali confuciane, e il senso mistico Taoista davanti alla bellezza del cosmo sono state unificate nell'animo giapponese.

Che questi principi siano entrati nello Shintoismo, e quindi nella cultura giapponese, attraverso contatti con altri popoli o particolari situazioni sociali o propagandati ed utilizzati da uomini politici, piuttosto che da monaci, non fa alcuna differenza. Il fedele shintoista li ha conosciuti, apprezzati, e sapendo che si trattava di principi che avrebbero illuminato un angolo della sua religiosità, li ha assunti.

Il fedele shintoista, rifiutandosi di applicare il termine kyò (12) allo Shintoismo, ha messo in luce il fatto che questa per lui non è una religione importata e neppure una chiesa o comunità particolare, ma la religione da sempre appartenuta al suo popolo. In altre parole, più o meno inconsciamente affermava che questa era la sua Via e la sua scoperta, non qualcosa di straniero. La mancanza di libri cartacei, non lo spaventava, probabilmente pensava come S. Bonaventura, di avere a disposizione l'immensa biblioteca della natura.

Nel termine Shintò, tradotto come: Via degli dei o anche Via divina, più che vederci la strada che i kami percorrono in cielo, vi possiamo vedere la via che i kami hanno impresso nella natura, ed in particolare nella natura dell'uomo.

Lo Shintoismo ha saputo dare al popolo giapponese una nuova visione del cosmo e del posto che ciascun individuo occupa in esso. Il senso di purezza di cui parla, indica il modo con cui questa visione del cosmo va vissuta da colui che desidera essere un credente shintoista. Si tratta di un imperativo interiore che impone al fedele di vivere in armonia con se stesso ed il mondo circostante. L'imperativo attraverso due millenni e più, è divenuto parte integrante del modo di vivere e della cultura giapponese, per cui questa religione più della altre ha saputo infondere nell'animo del fedele la capacità di vedere l'armonia e la bellezza in ogni aspetto della vita del cosmo.



( 3 )Smith D. H., Chinese Religions, Weidenfeld & Nicolson, London 1968, p. 35. Tien Tao, termine usato spesso da Confucio. Tien significa "cielo" ma anche Dio, e Tao significa via ma non solo la strada bensì anche "via morale, condotta".
( 4 ) Confucio, Opere - La Pietà Filiale,Il Grande Studio,L'Invariabile Mezzo, I Dialoghi, a cura di Tomassini F., TEA, Milano 1989, p. 163.
( 5 ) Confucio, Opere ibidem, p. 139
( 6 ) Confucio, Opere ibidem, p. 92
( 7 ) Confucio, Opere ibidem, p. 51
( 8 ) Smith D. H.,. Chinese Religions, cit., pag.72.
( 9 ) Lao Tzu, Tao Te Ching,, a cura di B. Browne Walker, Mondadori, Milano 1998, p. 48.
( 10 ) Lao Tzu, ibidem, p. 19.
( 11 ) Lao Tzu, ibidem, cit. p. 24.
( 12 ) Kyò è il termine giapponese che si applica alle tantissime religioni presenti nel paese: buddhista, cattolica, protestante, ecc.

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