I
Kanji: quadro di insieme e un pò di storia.
La scrittura Giapponese
utilizza i Kanji per esprimere i concetti (principalmente sostantivi,
verbi o aggettivi) ed i nomi propri
I simboli
fonetici per le parti di desinenza o qualificazione dei concetti sono
codificati aggiungendo al kanji parti in hiragana.
Nella scrittura
manuale si distinguono tre principali tipi di stile di Kanji :
Lo
standard, detto Kaisho molto simile allo stile stampato
|
Lo
stile semi-corsivo Gyòsho che semplifica lo stile
precedente permettendo una scrittura più fluida
|
Lo stile corsivo Sòsho che alla maggior scorrevolezza
di scrittura dovuta all'estremizzazione della semplificazione
dei tratti, accompagna un estetica raffinata dell'insieme.
|
|
|
|
|
La scrittura
in Giappone è diventata anche una forma d'arte con lo Shodò.
Un po' di storia
Fu la Cina
la patria dei Kanji.
In questo paese, si ha evidenza provata del loro utilizzo fin dal 16
secolo a.c., ma vista la quantità e la stilizzazione ideografica
avanzata riscontrata, è ragionevole pensare siano stati creati
centinaia di anni prima.
I primi
tipi di carattere erano probabilmente delle semplici rappresentazioni
pittografiche della realtà, ma nel tempo l'astrazione dei concetti
ne ha schematizzato i simboli (come successo per i geroglifici egiziani).
Il Giappone
di cui non sia ha evidenza di un sistema di scrittura codificato in
precedenza, ha importato i kanji dalla Cina attraverso la Corea intorno
al 4 secolo dopo cristo.
In un primo
momento, i Giapponesi utilizzarono i kanji solamente per il loro valore
fonetico, senza tener conto del significato concettuale dell'ideogramma.
Ad esempio
quindi la parola kuni (paese/nazione), era rappresentata da due simboli
底ku
砌 ni
丂
Questo
metodo consentiva di rappresentare praticamente qualsiasi vocabolo,
ma poiché la lingua Giapponese (a differenza del cinese) ha parole
prevalentemente multisillabiche, rendeva molto laborioso scrivere parole
lunghe.
Inoltre
la stessa parola poteva essere rappresentata da più combinazioni
di kanji con lo stesso valore fonetico.
Si sviluppò
pertanto un nuovo metodo che dava all'ideogramma cinese che rappresentava
l'idea , il valore fonetico della parola in giapponese.
Quindi il vocabolo Kuni venne rappresentato con l'ideogramma 柜
che anche in cinese esprime il concetto di paese/nazione.
Ambedue
i metodi vennero usati nella compilazione del Manyòshù
(creando non poche difficoltà di lettura).
Per secoli
il numero dei caratteri cinesi utilizzati crebbe a dismisura e fu solamente
nel periodo Meji (fine 1800) che si avviarono le prime riforme tese
alla semplificazione ed alla standardizzazione dell'uso. Fu però
nell'immediato dopoguerra (1946) che si limitò il numero di kanji
utilizzabile per le pubblicazioni ufficiali: ne restarono 'solamente'
1850 e di questi se ne selezionarono 881 come apprendimento obbligatorio
nei
primi sei anni di scuola. Si limitarono altresì le possibili
letture di questi ideogrammi (kun e hon) a circa 3500.
Con l'occasione
si semplificarono (diminuendo i tratti) un buon numero di questi kanji
divergendo quindi dalla scrittura originale cinese e si codificarono
le regole per la sequenza di scrittura dei tratti che compongono i kanji.
Anche la Cina poi adoperò decise semplificazione dei kanji.
Nel 1951
furono aggiunti altri 96 kanji per l'utilizzo con nomi propri.
Alcuni
concetti base su forma e costruzione dei Kanji.
I kanji
possono essere divisi in tre macro categorie: Pittografici, Ideografici
e Complessi.
Kanji
Pittografici
Sono quelli
che discendono direttamente da disegni rappresentanti oggetti o fenomeni
quotidiani. Anche se ovviamente stilizzati possiamo agevolmente riconoscere
ad esempio :
怀
yama - montagna
李 kawa - fiume
泣 hi - sole
Dopo
la semplificazione del 1946 sono rimasti pochi kanji di questo tipo.
Si trovano invece molto spesso come parti di kanji complessi.
Kanji
Ideografici
Valgono
per i concetti astratti quali ad esempio il sistema di numerazione o
lo spazio.
办
Ichi - Uno
企 Ni - Due
惧 Ue - Sopra
布 Shita - Sotto
面 Naka - Nel mezzo
丂
Anche per
questo gruppo è evidente la rappresentazione schematica del concetto.
Kanji Complessi
Sono quelli
che sono stati ricavati 'assemblando' più kanji base, per rispondere
alle esigenze di più vocaboli. Si possono suddividere a loro
volta in due famiglie :
logogrammi
, dove la combinazione di più simboli pittografici crea la rappresentazione
di un nuovo concetto:
斡
hayashi - bosco = (腾 albero + 腾
albero)
抗 mori - foresta = (腾
albero+ 腾 albero+ 腾
albero)
汤 mei - luce = (泣
sole + 奉 luna
)
logo-fonogrammi
: in questo caso è stato preso un ideogramma per la pronuncia
della parola ed un altro per il significato ideografico .
Ad esempio la parola dò (rame) è rappresentata dal kanji
complesso 萍 dato dall'unione del kanji
垛 che rappresenta l'idea del metallo più
il kanji 票 la cui lettura fonetica è
dò che in giapponese significa rame.
Questo
tipo di costruzione del kanji è comune a circa il 90% dei caratteri.
Generalmente il carattere che rappresenta il suono è sulla parte
destra
mentre quello che rappresenta l'idea è sulla sinistra e comunque
tranne alcune eccezioni sono i kanji di questa famiglia sono riconducibili
a sei gruppi:
Ideogramma
del significato a sinistra e Ideogramma della pronuncia a destra
Ideogramma
della pronuncia a sinistra e Ideogramma del significato a destra
Ideogramma
del significato in alto e Ideogramma della pronuncia in basso
Ideogramma
della pronuncia in alto e Ideogramma del significato in basso
Ideogramma
del significato fuori e Ideogramma della pronuncia all'interno
Ideogramma
della pronuncia fuori e Ideogramma del significato all'interno
丂
丂