HARAGEI
e centro propriocettore
di
Tecla Squillaci
Il termine
"eroe" viene dal latino Hera, o Ara, rappresentante la divinità
della Terra, ovvero del ventre, del ricettacolo in cui ogni essere viene
fecondato.
E' un simbolo femminile, come lo Yin nel Tao , e nel corpo del microcosmo
umano è localizzato nel plesso solare, punto in cui confluiscono
le energie più sottili. Derivando molti termini dal primigenio
ceppo linguistico indoeuropeo, si scopre che anche in giapponese questo
punto viene chiamato "hara".
Quindi "eroe" è il figlio di Ara, ovvero della Terra,
divinizzazione del grembo materno in senso lato.
La più alta qualità dell'eroe è l'"arethe",
termine greco anch'esso derivante dal sanscrito "arya",poi
esteso a significare il ceppo indoeuropeo o ariano ad indicare la virtù
guerriera di quell'antico popolo.
L'haragei è, nello specifico, la capacità di intuire il
pericolo, e tradizionalmente questo speciale intuito è localizzato
nell'hara,nel plesso solare, o "dantian", centro del "ki",
l'energia interiore.
Anche in Occidente, gli antichi designavano il punto appena sopra l'ombelico
il fulcro di ogni energia spirituale, chiamandolo "la bocca, o
la porta, dell'anima".
Nelle arti marziali di stile interno come il bagua, il tai chi, il win
chu etc,tale riferimento è più esplicito.
Ad ogni modo, l'atemi, il colpo sferrato all'altezza del plesso solare
ha la valenza di interrompere più o meno termporaneamente il
fluire del ki.
Si narra che i più abili samurai intuissero l'arrivo del colpo
anche ad occhi chiusi, dall'hara , appunto.
Nel famoso film di Kurosawa, "i sette samurai",un samurai
esperto, avverte il pericolo prima di varcare la soglia , dimostrando
una piena padronanza dell'haragei.
Al di là del mito, nella moderna fisiologia, si parla di un centro
propriocettore o analizzatore cinestetico che non è altro che
un sistema che percepisce il movimento a livello del sistema nervoso
periferico.
Esso viene potenziato con la Visualizzazione creativa e sta alla base
degli schematismi di risposta.
Tecla Squillaci
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Bibliografia
:
Abietti:Tatsu no michi -la via del dragone.
Abietti: Ninjitsu, la magia esoterica dei Ninjia- ed. mediterranee.
Musashi: il libro dei cinque anelli.
Rutheford: Tradizioni celtiche
J. Stevens : I maestri del budo
T. Nobuyoshi: Aikido, etichetta e disciplina.
E. Mircea: Il mito
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